Martedì, Novembre 21, 2017

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Fisco e conti correnti: via libera del Garante

Via libera dal Garante Privacy alla comunicazione al Fisco dei dati sensibili sui conti correnti degli Italiani: approvato il Regolamento attuativo della nuova misura di controllo fiscale, prevista dal Decreto Salva Italia 2011.

Non appena pronta l’infrastruttura (SID) – il sistema di interscambio dati, previsto per fine 2012 – potrà entrare in vigore la nuova norma anti-evasione fiscale.  Dunque, dovrebbero scattare dal 2013 le nuove comunicazioni da parte degli operatori finanziari all’Agenzia delle Entrate delle informazioni su movimenti e operazioni bancarie.

I dati da inviare

Oggetto di comunicazione non sono solo i dati dei conti correnti, ma anche quelli di conto titoli, carte di credito e di debito, fondi di investimento, gestioni patrimoniali, certificati di deposito e buoni fruttiferi. Sono escluse le operazioni tramite bollettino di conto corrente postale di importo unitario inferiore a 1.500 euro.

Oltre alle comunicazioni già effettuate all’anagrafe finanziaria (dati identificativi correntista, codice fiscale), verranno ora inviati anche il saldo del conto corrente e l’importo totale delle operazioni in entrata e in uscita nel corso dell’anno.

 

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La PEC è obbligatoria anche per le ditte individuali

L’obbligo di dotarsi di indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) si estende anche alle ditte individuali, chiamate a dotarsi di questo strumento nato per agevolare le comunicazioni tra imprese, professionisti e Amministrazioni Pubbliche e dare valore legale alle email.

La novità è contenuta nell’articolo n. 5 commi 1 e 2 delDecreto Crescita (D.l. 179/2012, meglio noto come Decreto Sviluppo bis):

Il vincolo è entrato in vigore dal 21 ottobre 2012, insieme al Decreto che lo ha definito.
Dunque, d’ora in poi, coloro che intendano aprire una impresa individualedovranno, in fase di iscrizione al Registro delle Imprese o all’Albo delle imprese artigiane, comunicare il proprio indirizzo PEC (pena la sospensione della domanda per 3 mesi).

Il DL 5/2012 ha infatti disposto la sospensione della domanda di iscrizione al Registro Imprese per le società che non forniscono il proprio indirizzo PEC. Fino ad ora invece non era mai stata applicata nessuna sanzione amministrativa (che l’art. 2630 del C.c stabilisce da 103 euro a 1.032 euro) né alcun provvedimento verso le aziende inadempienti:

Anche le aziende individuali già iscritte, se non soggette a procedure concorsuali, sono obbligate a dotarsi di PEC, anche se con un po’ più di tempo: entro il 31 dicembre 2013.

Finora il vincolo, introdotto tre anni fa dal D.l. 185/2008, riguardava soloprofessionistisocietà private e pubbliche, mentre le ditte individuali non erano state incluse nella dicitura di legge che rendeva obbligatorio dotarsi di un indirizzo PEC.

Arriverà poi entro il 2013 l’elenco di tutti gli indirizzi PEC di imprese, professionisti e Amministrazioni Pubbliche istituito presso il Ministero per lo Sviluppo Economico e denominato INI-PEC. A poterlo consultare saranno gli stessi soggetti presenti nell’elenco. Includere anche le imprese individuali nel vincolo di legge rappresenta una svolta per la PEC perché questo significa estendere l’utilizzo della posta elettronica certificata praticamente a tutti i soggetti con attività d’impresa, esclusi i dipendenti e i privati cittadini.


Legge stabilità 2013: Iva sale di un punto, scende aliquota Irpef, fondi per esodati

E' arrivato il tanto atteso taglio delle tasse: l'aliquota Irpef sul primo scaglione scendera' infatti di un punto, dal 23 al 22% e, sul secondo scaglione, dal 27 al 26%. Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri che, dopo una riunione fiume di quasi sette ore ha approvato la legge di stabilita', che pero' ha evitato l'aumento dell'Iva solo a meta', dato che l'aumento dell'imposta ci sara', ma solo di un punto, dal 10 all'11% e dal 21 al 22% a partire da luglio 2013.

Con la riduzione dell'Irpef, il Governo ha voluto dimostrare che ''la disciplina dei conti paga e conviene perche' ci ha consentito di non dover rincorrere di continuo la congiuntura'' e che ''ci si puo' permettere qualche moderato sollievo'', come ha sottolineato il premier Mario Monti nella conferenza stampa al termine della riunione.

''Speriamo che gli italiani - ha aggiunto il premier - vedano in queste decisioni che non sono modificazioni della rotta, che questa stessa rotta ha un senso''. Il costo per la riduzione della prima aliquota, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, e' di 4 miliardi, quello del secondo scaglione vale un altro miliardo; le risorse della legge di stabilita' saranno reperite, oltre che con la spending review, anche con la Tobin Tax e con una revisione delle tax expenditures. La legge di stabilita' include anche il secondo capitolo della spending review, con la conferma del blocco dei contratti del pubblico impiego fino al 2014 e la sospensione dell'erogazione dell'indennita' di vacanza contrattuale per il periodo 2013-2014.

Arriva poi una stretta sui permessi previsti dalla legge 104/1992 per il disabile o per la cura di parenti affetti da handicap: la retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso o per l'assistenza ai figli o al coniuge. Stop all'affitto e all'acquisto di nuovi immobili da parte di tutte le amministrazioni pubbliche e anche all'acquisto e leasing di autovetture, e un giro di vite per l'acquisto di arredi e per le spese di consulenze informatiche.

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La fine dei giornali

La Newspaper Association of America ha rilasciato i dati dei ricavi pubblicitari dei giornali statunitensi del 2011 comparati con la serie storica a partire dal 1950. La curva cresce fino al 2000 con il picco di 63,5 miliardi di dollari e scende all'improvviso in verticale dal 2008, come se fosse colpita da un fulmine ritornando ai livelli degli anni '50, 22,6 miliardi di dollari nel 2011 contro 20 miliardi del 1950 (attualizzati con l'inflazione).
La raccolta pubblicitaria dei giornali si sta prosciugando. Solo negli ultimi tre anni ha perso negli Stati Uniti 35 miliardi di dollari. Le principali ragioni della scomparsa della pubblicità dai giornali americani sono lo sviluppo dell'informazione in Rete, il grande successo del sito Craigslist con lo spostamento on line degli annunci economici e l'avvento dei Social Media dove la pubblicità ha ritorni molto maggiori di un giornale sia per la versione cartacea che per quella on line. Nei mercati dove internet è diffuso la pubblicità per i giornali sta diventando insufficiente per mantenere gli attuali costi. In Italia avverrà lo stesso fenomeno nell'arco di pochi anni, due o tre. I giornali riusciranno a vivere senza pubblicità e senza il quotidiano di carta che vende sempre meno copie?
Negli Stati Uniti ci stanno provando con i paywalls, i giornali on line a pagamento in diverse modalità di abbonamento. I giornali che hanno riscosso il maggiore successo sono nazionali, come il Wall Street Journal, con più di mezzo milione di abbonati e il New York Times con 380.000, la metà delle circa 800.000 copie stampate, seguono edizioni locali, come il Boston Globe con 16.000 abbonati comparati a 200.000 copie cartacee giornaliere. La versione on line non è però ancora sufficiente a coprire le perdite del giornale cartaceo, dal 1999 si è avuta una contrazione di circa 10 milioni di copie stampate. Le previsioni sono di un processo di concentrazione dei giornali in pochi poli, e di diffusione internazionale di chi riuscirà a sopravvivere. In Italia il fenomeno è in atto, meno copie in edicola, una crescita inesorabile della Rete, insufficienti ricavi dall'on line e la prossima fine dei contributi pubblici di centinaia di milioni di euro che un Paese normale in crisi, ma anche non in crisi, non dovrebbe permettersi. Ne rimarranno pochi in vita, forse solo uno, come per Highlander.
L'Amministratore delegato di Google è della stessa opinione, per lui nell'arco di 5 anni la distribuzione di Internet mobile farà a pezzi il modello di business delle società editoriali.

Puglia: accordo per favorire pagamenti PA

Accordo tra Ance Lecce e Prefettura a favore delle PMI che vantano crediti nei confronti della PA: prevista la creazione di un punto di raccolta segnalazioni.

ANCE Lecce e Prefettura hanno siglato un accordo volto a favorire i pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese: la Prefettura vigilerà per fare si che i crediti vengano smobilitati entro 60 giorni, e sarà anche attivato un “Focal Point” al fine di raccogliere le segnalazioni delle PMI, in merito ai ritardi nei pagamenti della PA ma anche alle problematiche inerenti gli appalti pubblici aggiudicati con percentuali di ribasso superiori al 30%.

Fondamentale è anche la vigilanza sulla tutela della sicurezza sul lavoro, che proprio attraverso questo nuovo strumento consentirà di monitorare che i bandi di gara si svolgano rispettando le regole stabilite.

L’intesa è stata firmata in concomitanza con il protocollo di legalità nato per contrastare le infiltrazioni mafiose nelle imprese del territorio, siglato dal presidente di Confindustria Lecce Piernicola de Castris e dal prefetto.

Il presidente di Confindustria Sicilia e delegato di Confindustria per i rapporti con le istituzioni ha commentato l’accordo a favore delle imprese locali con queste parole:

«È un accordo modello che anticipa la legge nazionale le aziende hanno maggiore sostegno in un momento difficilissimo».

IMU per imprese famiglie: simulazioni e novità su come e quando

L'IMU cambia ancora su rate e prima casa, coniugi separati, detrazioni, pagamento con F24 e in Posta: la stangata per le aziende e le simulazioni di calcolo IMU per imprese e famiglie.

L’IMU continua a cambiare regole,  con novità che riguardano sia i contribuenti privati sia le imprese.

  • La prima novità riguarda le modalità di pagamento IMU: non più solo con il modello F24, ma anche attraverso bollettino postale.
  • La seconda novità riguarda i tempi di pagamento IMU: per immobili delle imprese, uffici, negozi, terreni agricoli e seconde abitazioni rimane in vigore il sistema in due rate (acconto a giugno e saldo a dicembre); per la prima casa è stato invece approvato l’emendamento al Decreto Fiscale che distribuisce in tre rate il saldo dell’imposta municipale unica, con norme particolari per coniugi separati e divorziati. Un ulteriore emendamento offre al contribuente la possibilità di decidere se dividere l’IMU in tre rate o pagarla in due.

Vediamo schematicamente come si configura al momento la tassa sugli immobili per imprese e famiglie.

IMU per le imprese

Per il versamento IMU sugli immobili delle imprese (uffici, negozi, magazzini, ecc.) , si paga il 50% il 16 giugno di ogni anno (nel 2012 slitta al 18 giugno, perché c’è di mezzo il week end), e poi il saldo il 16 dicembre  (che quest’anno slitta al 17 dicembre).

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E-commerce e Pmi: strategie e soluzioni 2012

Puntano sempre più sul web e sull’e-commerce le Pmi italiane. Ormai, sono tante le ricerche che confermano questo trend in crescita tra le imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni, complice la crisi economica che le spinge a cercare nuove strade per far crescere il proprio business restare competitive sui mercati.

Una recente indagine condotta dal Gruppo Dada su 700 realtà italiane in merito all’e-commerce ha evidenziato quali sono le principali strategie e soluzioni che le Pmi prevedono di mettere in campo nel corso del 2012.

Ne è emersa una preponderante propensione alle strategie di comunicazione integrata anche per il 2012 sulla scia del grande successo riscosso nello scorso anno dalle piattaforme marketplace.

Scelte che riflettono la consapevolezza dell’importanza per la community del web delle informazioni reperite attraverso la Rete per le proprie spese. La ricerca dimostra anche che gli stessi utenti sono sempre più propensi agli acquisti online: nel 2011 la fiducia verso i canali di e-commerce è cresciuta notevolmente tanto che il 52% di chi cerca online porta a conclusione sul web i propri acquisti.

A sostenere la predisposizione dei consumatori verso l’utilizzo degli store online ci sono i sistemi di pagamento sicuri come PayPal e le carte di credito prepagate utilizzate dal 41% degli utenti che acquistano sul web.

E le Pmi si stanno dimostrando sempre più consapevoli di questa evoluzione di preferenze tra gli utenti e del valore di investire sul web per supportare le vendite e alimentare il passa parola, attraendo così nuovi clienti. Nel 2011 infatti le nuove attività di e-commerce si sono più che triplicate rispetto al 2010 con oltre il 67% di presenze tra le Pmi.

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