Domenica, Febbraio 25, 2018

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IMU per imprese famiglie: simulazioni e novità su come e quando

L'IMU cambia ancora su rate e prima casa, coniugi separati, detrazioni, pagamento con F24 e in Posta: la stangata per le aziende e le simulazioni di calcolo IMU per imprese e famiglie.

L’IMU continua a cambiare regole,  con novità che riguardano sia i contribuenti privati sia le imprese.

  • La prima novità riguarda le modalità di pagamento IMU: non più solo con il modello F24, ma anche attraverso bollettino postale.
  • La seconda novità riguarda i tempi di pagamento IMU: per immobili delle imprese, uffici, negozi, terreni agricoli e seconde abitazioni rimane in vigore il sistema in due rate (acconto a giugno e saldo a dicembre); per la prima casa è stato invece approvato l’emendamento al Decreto Fiscale che distribuisce in tre rate il saldo dell’imposta municipale unica, con norme particolari per coniugi separati e divorziati. Un ulteriore emendamento offre al contribuente la possibilità di decidere se dividere l’IMU in tre rate o pagarla in due.

Vediamo schematicamente come si configura al momento la tassa sugli immobili per imprese e famiglie.

IMU per le imprese

Per il versamento IMU sugli immobili delle imprese (uffici, negozi, magazzini, ecc.) , si paga il 50% il 16 giugno di ogni anno (nel 2012 slitta al 18 giugno, perché c’è di mezzo il week end), e poi il saldo il 16 dicembre  (che quest’anno slitta al 17 dicembre).

L’aliquota ordinaria è dello 0,76% per la prima rata.

Per la seconda rata si applicherà l’aliquota comunale, che potrà essere ritoccata di uno 0,3% al ribasso o al rialzo (quindi potrà scendere allo 0,46% o salire all’1,06%). Anche lo Stato si è dato tempo fino ai primi di dicembre 2012 per ritoccare nuovamente l’aliquota ordinaria.
L’importo del saldo dipenderà quindi dalla rimodulazione sulle aliquote che potrà intervenire nel frattempo, sia da parte dell’amministrazione centrale (che farà il calcoli in base al gettito della prima rata) sia da parte dei Comuni.

Fanno eccezione i fabbricati agricoli, per i quali l’aliquota è allo 0,2%.

Esempi di calcolo IMU per imprese

Per fare il calcolo IMU bisogna prendere la rendita catastale (quella attuale, in attesa della riforma del Catasto), rivalutata del 5% e moltiplicarla per il coefficiente relativo alla tipologia di immobile (qualche esempio: per uffici e studi professionali il coefficiente è 80, per i negozi 55,per i terreni agricoli 130, per laboratori artigiani 140).  A questo punto, si divide il risultato per due e si ha l’importo dell’acconto da pagare in giugno, il resto verrà saldato a dicembre.

Un esempio di calcolo: ipotizziamo una rendita catastale pari a 1000.

  • Se l’aliquota resta allo 0,76%, l’IMU totale sarà pari a 1286,80 euro e le due rate saranno entrambe pari a 425,60 euro.
  • Se l‘aliquota scende allo 0,46%, l’IMU totale sarà di 772,80 euro, con prima rata pari a 425,60 euro e saldo di 173,60 euro.
  • Se l’aliquota sale all’1,06%, l’IMU totale sarà di 1780,80 euro, con prima rata sempre a quota 426,60 e saldo più costoso, 677,70 euro.

Secondo i calcoli della Cgia di Mestre, l’IMU rappresenterà una stangata per le aziende. Il peso fiscale medio sulle imprese sarà di 3.889 euro per quelle manifatturiere, 2.378 euro per i proprietari di magazzini/convitti, 727 per i proprietari di uffici e botteghe.

E non è tutto perché, come spiega il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, «c’è il rischio che allo scadere del contratto di locazione molti proprietari, per compensare questi maggiori costi, chiederanno un forte aumento del canone di affitto. Un pericolo che rischia di mettere sul lastrico soprattutto i piccoli commercianti che, nel 60% dei casi, sono in affitto».

Così come, si potrebbe aggiungere, sono spesso in affitto anche gli uffici delle imprese.  Su questo fronte, bisogna vedere se il testo finale prevederà o meno l’abbassamento dell’aliquota sugli immobili locati.

IMU per le famiglie

Per la prima casa le rate diventano tre: acconto il 18 giugno, seconda rata il 16 settembre, saldo il 17 dicembre. Si tratta di tre rate uguali del 30%. Per fare il calcolo si prende la rendita catastale, rivalutata del 5%, e si moltiplica per il coefficiente pari a 160.

Ci sono poi altre due novità che riguardano il caso di coniugi separati o divorziati e le detrazioni.

  • Coniugi separati o divorziati: l’IMU è a carico del coniuge che resta a vivere nell’immobile, anche se non è proprietario.
  • Stretta sulle detrazioni: lo sgravio fiscale (200 euro per la prima casa, più 50 euro per ogni figlio a carico sopra i 26 anni) si applica solo per l’immobile in cui vive l’intera famiglia e solo una volta per ogni famiglia.

Esempi di calcolo IMU per famiglie

Anche qui, vediamo una simulazione relativa a una prima casa con rendita catastale pari a 1000.

  • Se l’aliquota resta allo 0,4%, l’IMU totale è di 476 euro, l’acconto (un terzo) è di 157,33 euro, stesso importo per le altre rate.
  • Se l’aliquota scende allo 0,2%, l’IMU totale diventa di 136 euro, quindi dopo l’acconto di giugno, sempre pari a 157,33 euro, il contribuente va in credito di 21,33 euro per ognuna delle altre due rate.
  • Se l’aliquota sale allo 0,6%, l’IMU totale è di 808 euro, e dopo la prima rata sempre di 157,33 euro, le altre due sono pari a 325,33 euro.

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