Lunedì, Maggio 21, 2018

Italian English French German Portuguese Russian Spanish

Fattore Internet strategico per economia italiana e Pmi

Secondo il rapporto "Fattore Internet: Come Internet sta trasformando l'economia italiana", il Web italiano vale il 2% del prodotto interno lordo nazionale (PIL), pari a 31,6 miliardi di euro. Lo studio Boston Consulting Group, commissionato da Google, analizza l'incidenza delle tecnologie informatiche Internet nel business e il rapporto Web e Pmi.

Di tutto il giro d'affari, un terzo è prodotto dalle aziende ma la fetta maggiore da segmento consumer, di cui il 65% per acquisto di prodotti, contenuti online e soprattutto servizi (Turismo, IT, Elettronica di Consumo, Assicurazioni e Abbigliamento).

Notevoli i vantaggi per le Pmi che hanno scommesso sull'e-commerce e sul web marketing: i fatturati sono cresciuti in media del +1,2% negli ultimi 3 anni. Meno buoni i risultati per le Pmi limitatesi al sito "vetrina" (senza funzionalità aggiuntive): -2,4% di fatturato. Peggio per chi è rimasto "off-line": -4,5%. L'incidenza delle vendite internazionali per le aziende attive nella Web Economy è del 15%, mentre per le altre due tipologie le percentuali scendono rispettivamente al 7,7% e al 4,1%.

Cresce il pubblico al quale le imprese si possono rivolgere, il popolo di Internet conta oggi 28 milioni di utenti che navigano almeno una volta al mese (+16%) e quasi 6 milioni che navigano tra le 9 e le 24 e occupano in media 1 ora e 35 minuti al giorno in Rete con particolare attenzione ai social network.

Leggi tutto: Fattore Internet strategico per economia italiana e Pmi

Certificazioni in crescita nelle imprese italiane

Cresce tra le imprese italiane la consapevolezza del ruolo strategico della certificazione sotto accreditamento, come strumento per portare avanti la qualità del Made in Italy. In particolare, le italiane dimostrano di credere nelle certificazioni per la salute e la sicurezza sul lavoro.

A quantificarne l'andamento, l'analisi di Accredia - Ente Nazionale di Accreditamento degli Organismi di certificazione - che segnala un +2,4% di siti produttivi (enti, imprese e laboratori) certificati.

Guardando alle certificazioni per la sicurezza sul lavoro si osserva una crescita record (+86% sul 2010, +258% rispetto a quattro anni fa). In aumento anche le certificazioni ambientali (+2,8%), soprattutto nel settore dei servizi pubblici (+19% sul 2008).

Meno bene le certificazioni sui servizi informatici, dove la crescita in termini percentuali è abbastanza buona ma i valori assoluti sono ancora bassi: 317 aziende certificate in Sistemi di gestione per la sicurezza delle informazioni e difesa della privacy, 18 certificazioni sui Sistemi di gestione per i servizi informatici.

A livello territoriale a far registrare il maggior numero di certificazioni verdi (1.526) e di qualità (15.348) è la Lombardia. Per qualità segue il Veneto con 7.921 aziende certificate ed il Lazio con 7.300, sul fronte ambientale arriva secondo il Piemonte (820) e terza l'Emilia Romagna (664).

A livello settoriale la produzione e distribuzione di energia elettrica e i servizi d'impresa sono quelli con una maggiore incidenza di certificazioni verdi.

Il Veneto la prima Regione per sicurezza sul lavoro, con 386 aziende certificate, dopo vengono la Lombardia(380) e l'Emilia Romagna (349). Tra le Regioni meridionali vince la Campani con 123 aziende, ma è al Nord che si concentrano il 47% dei siti produttivi certificati. Tra le imprese quelle più attente alla sicurezza sul lavoro e alla qualità sono attive nel settore dell'edilizia.

Export e Reti per imprese del Mezzogiorno

«Le aziende meridionali devono puntare sulle aggregazioni, anche utilizzando lo strumento delle reti, per sbarcare all'estero e beneficiare di riflesso di una migliore redditività»: così si è espresso Domenico Mauriello del Centro studi Unioncamere sul binomio Sud ed Esportazioni, citando idati dell'Osservatorio sui bilanci delle società di capitale del Mezzogiorno, nel biennio 2006-2008 per avere un quadro obiettivo e non inficiato da periodi di espansione del mercato globale (quale il biennio 2006-2007) o, al contrario, dalla crisi (come nel 2008).

Due parametri fondamentali sono stati utilizzati per l'analisi: il ROE (Return On common Equity - indicatore di profittabilità in grado di esprimere il rendimento del capitale di rischio) e il ROA (Return On Assests - indicatore della redditività che rappresenta il rapporto tra utile netto e totale dell'attivo tangibile).

Leggi tutto: Export e Reti per imprese del Mezzogiorno

Al via la registrazione dei .tel numerici

Inizierà domani la fase di registrazione libera di alcuni dei più strategici tra i domini .tel. La comunicazione giunge dalla Telnic Limited, il gruppo promotore del dominio ed oggi deputato alla gestione delle registrazioni.

Il Top Level Domain .tel è uno strumento originale e del tutto peculiare nel mondo dei domini online poiché in grado di fungere da biglietto da visita digitale con cui scambiare i propri contatti. Dopo la prima fase "premium" durata 15 giorni, a partire da domani chiunque potrà accedere a due tipologie di dominio .tel particolarmente interessanti: quelli corti e quelli esclusivamente numerici.

Tra i domini corti si annoverano quelli ad una lettera (es. a.tel) e quelli di primo livello nazionali (ad esempio uk.tel); tra quelli numerici si intendono tuttei quelli a cifra singola (da 0.tel a 9.tel) e le stringhe contenenti otto o più caratteri (ad esempio 12345678.tel o 123-5678.tel). Non vi saranno aste o contenziosi: chi tardi arriva male alloggia.

Le registrazioni possono essere effettuate in Italia tramite i registrar accreditati Register.it, Own Identity e Tuonome.it.

Regione Puglia. Promozione dell'internazionalizzazione dei sistemi produttivi locali.

Anche quest'anno la Regione Puglia, Area Politiche per lo Sviluppo Economico, il Lavoro e l'Innovazione, propone di realizzare una serie di interventi di sostegno alla promozione dell'internazionalizzazione dei principali settori dell'economia regionale.
In particolare, la Regione Puglia intende proseguire e rafforzare, in collaborazione con i distretti produttivi regionali, l'approccio di intervento basato sui Progetti Settore, finalizzati a potenziare l'immagine e la capacità di presidio dei distretti e sistemi produttivi locali sui principali mercati internazionali, attraverso la realizzazione di una serie articolata di interventi ed iniziative promozionali per facilitare l'accesso alle opportunità di collaborazione internazionale per gli operatori pugliesi.

In questo contesto, si inseriscono i "Progetti Settore" che propongono specifiche iniziative di promozione e valorizzazione dei settori produttivi pugliesi sui principali mercati internazionali.

La partecipazione della Regione Puglia ai suddetti eventi è subordinata all'adesione, per ogni singolo evento ed alla presenza nell'ambito dello Spazio Puglia delle imprese pugliesi.

Per questa ragione vengono pubblicati su www.sistema.puglia.it gli SPRINT Informa di presentazione delle iniziative proposte per ciascun settore per il 2011 ed i rispettivi format da compilare per manifestare l'interesse a partecipare ad una o più specifiche iniziative del settore.

Dopo aver preso visione delle varie iniziative proposte, è richiesto, quindi, di manifestare un interesse (non vincolante in questa fase) a partecipare ad una o più delle suddette iniziative. Successivamente saranno comunicate per ogni singolo evento le relative modalità e condizioni di partecipazione, vincolanti per le imprese.

Le aziende interessate sono invitate ad inviare entro e non oltre il 31 gennaio 2011 la relativa scheda di manifestazione di interesse allo SPRINT Puglia - tel. 080.5743103; fax. 080/5759587-6; e-mail: sprint@regione.puglia.it.

Ganasce fiscali e riscossione: stop a Equitalia

Equitalia: approvata in Commissione Finanze una risoluzione bipartisan contenente due provvedimenti che tutelano le imprese e che potrebbe diventare un emendamento al Decreto Sviluppo. La proposta è di uno stop alle ganasce fiscali, ovvero il fermo amministrativo di macchine e macchinari di imprese morose, volto a sollecitare i versamenti dovuti agli enti di riscossione. Si chiede l'introduzione di «elementi di maggiore flessibilità nelle procedure di riscossione coattiva» per mezzo di «un intervento normativo teso a rendere strutturale la possibilità di concedere al debitore un nuovo piano di rateazione in caso di mancato pagamento di una o più rate, determinato da un comprovato peggioramento della situazione di difficoltà economica del debitore stesso».

Inoltre si chiede che venga tolta ad Equitalia la riscossione delle multe tornando a dare la responsabilità delle stesse ai Comuni, anche in vista del federalismo fiscale. Deve quindi essere riorganizzato il «sistema della riscossione coattiva da parte dei Comuni, verificando in tale contesto l'opportunità di concentrare l'operatività di Equitalia sulla riscossione dei crediti di natura tributaria e contributiva, lasciando al sistema della riscossione degli enti locali la competenza in materia di riscossione delle altre entrate di spettanza dei medesimi enti locali».

L'altro punto riguarda la disciplina della riscossione degli importi "non significativi" (inferiori a 2mila euro), facendo sì che l'agente della riscossione sia «tenuto semplicemente ad inviare al debitore solleciti di pagamento».

Per quanto riguarda il meccanismo di espropriazione immobili, maggioranza e opposizione chiedono all'Esecutivo che venga elevato «a 20.000 euro l'importo al di sotto del quale non è possibile iscrivere ipoteca ovvero procedere ad espropriazione» e che «qualora il debitore risulti proprietario di un solo immobile nel quale abbia la propria residenza, l'iscrizione ipotecaria sia necessariamente preceduta dalla notifica di una comunicazione preventiva, che assegni al debitore stesso un termine di trenta giorni per effettuare il pagamento, prima che si proceda all'iscrizione del gravame».

Va infine rivisto anche il meccanismo di calcolo delle sanzioni tributarie «escludendo forme di anatocismo, legate all'applicazione di ulteriori interessi sulle sanzioni e sugli interessi di mora maturati per il mancato pagamento dei debiti tributari, limitando la crescita degli oneri connessi ai ruoli esecutivi e rivedendo il meccanismo dei compensi di riscossione».

Inps: denunce di manodopera agricola

Inps: denunce di manodopera agricola

L'Inps nella circolare n. 46 del 10 marzo 2011 fornisce indicazioni per quanto riguarda le denunce di

manodopera agricola (DMAG) inviate nel termine previsto per il primo trimestre 2011 (aprile 2011) per le

quali sarà obbligatoria l’indicazione del codice identificativo denuncia aziendale (CIDA).

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione