Domenica, Febbraio 25, 2018

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Guida alla Privacy in azienda

La gestione della privacy nei luoghi di lavoro: guida agli obblighi per le aziende alla luce dei riferimenti normativi e delle semplificazioni negli adempimenti previste per le Pmi.

Con questa guida vogliamo intraprendere un percorso all’interno del Codice della Privacy evidenziando ogni aspetto utile per le imprese nella gestione e nel trattamento dei dati personali, nelle figure prevista dal decreto e negli obblighi che l’azienda è tenuta a rispettare fino ad arrivare alle sanzioni previste per le aziende inadempienti e al documento programmatico sulla sicurezza.

La gestione della privacy in azienda – ossia la tutela della riservatezza di dati personali, curriculum e informazioni sulle persone giuridiche – è uno degli adempimenti più importanti, tanto da richiedere al legislatore l’emanazione di uno specifico decreto legislativo, il 196/2003 (Codice Privacy).
Per regolamentare casi specifici sono poi state introdotte disposizioni ad hoc, come ad esempio il registro delle opposizioni, volto a regolamentare l’invio di proposte commerciali telefoniche, via Internet e su carta.

Il recente decreto sviluppo ha poi introdotto una serie di semplificazioni per le imprese che ricevono curricula a seguito di candidature spontanee, e che solitamente riportano una liberatoria generica per il trattamento dei dati che, tuttavia, non libera l’azienda degli adempimenti previsti dal Codice della Privacy in quanto non sono preceduti dalla consegna di una informativa.
Ebbene, il decreto sviluppo ha modificato l’obbligo di dare l’informativa privacy per poter conservare i CV, specificando che non è necessario nel caso di trasmissione spontanea dei curriculum. L’impresa, comunque, dovrà consegnarla al candidato al momento del primo contatto ovvero durante il colloquio.

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Guida al social brand aziendale

Costruirsi una identità social su uno o tutti i network disponibili, sui ogni media, raggiungendo una diffusione globale: un imperativo digitale per le aziende, che però, stando ai dati Weber Shandwick e Forbes Insights, necessita ancora di un perfezionamento di strategie.
Per questo, è nata la guida “Socializing Your Brand: A Brand’s Guide to Sociability”, su cosa significa e cosa si può socializzare il brand aziendale.

Il Metodo

L’agenzia di pubbliche relazioni Weber Shandwick collabora infatti con i propri clienti per costruire in modo creativo il brand e la relativa “brand reputation”, mentre Forbes Insight (Forbes Media) realizza ricerche di mercato in ambito business e in questo caso ha prodotto un questionario online, somministrato a a più di 1800 manager (senior executives) di tutto il mondo, attivi nelle aree Marketing, PR e Comunicazione.

La guida

Secondo i dati forniti nello studio, i manager intervistati credono fermamente che la presenza di un brand su piattaforme social, la cosiddetta socializzazione del brand, contribuisca alla reputazione complessiva del marchio stesso, per un imponente 52% con una stima di picco al 65% nei prossimi tre anni. L’84% degli intervistati sostiene che il proprio brand non è allineato allo standard mondiale di sociabilità ma che c’è una strategia in tal senso.

Ma esattamente cosa significa essere brand sociale riconosciuto a livello mondiale?
Sostanzialmente per un brand appartenere alla elite dei marchi “social” noti a livello mondiale, vuol dire interagire con il pubblico target, creando contenuti originali che aumentino l’esperienza interattiva, andando oltre trasmissioni notizie, offerte o eventi. I marchi social considerati di classe mondiale, sono attenti alle esigenze del pubblico.

Brand Manager

Socializzare il brand richiede uno sforzo di tutta l’organizzazione per integrare la personalità del marchio in tutti i canali di comunicazione: i brand manager devono strutturare il progetto integrando tutte le comunicazioni di marketing ed impegnandosi ad attuare un reale dialogo sociale.
Leslie Gaines-Ross, capo stratega reputazione di Weber Shandwick sostiene che “ora più che mai, i dirigenti devono sfruttare l’opportunità di connettersi con i clienti, facilitare una conversazione e incoraggiare il feedback”.

I passi fondamentali

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Pmi in fiera virtuale al Web Franchising Expo 2012

Il mondo del franchising si dà appuntamento online con il Web Franchising Expo (WFE), la fiera interattiva dedicata a questa fetta di mercato il cui portale verrà attivato dal 18 febbraio al 30 settembre 2012 e offrirà franchisor e potenziali franchisee la possibilità di interagire dall’8 al 10 marzo.

Un’iniziativa dedicata sia alla piccola che alla grande imprenditoria promossa dall’Associazione Italiana del Franchising con l’intento di creare un punto di riferimento stabile per le aziende del franchising, migliorandone la prospettiva di sviluppo.

Già oltre 40 i marchi hanno manifestato interesse per il WFE che si presenterà divisa in 4 aree: “Padiglione eventi”, “Informazioni al visitatore”, “Diventa espositore“, e “Visita la fiera”, oltre alle parti dedicate a Sponsor and Partnership, Media Partner, marchi Franchisor, Area Internazionale e Area riservata ai consulenti ed esperti.

L’interattività tra visitatori, buyer ed esperti del settore verrà promossa nei tre giorni di marzo attraverso video conferenze, video corsi di formazione gratuiti, chat e bacheche virtuali.

Possono partecipare alla Fiera anche le aziende non associate ad Assofranchising, che desiderino avere l’opportunità di raggiungere non solo un numero di utenti  più ampio, ma anche un pubblico altamente profilato. I visitatori, per accedere alla manifestazione, dovranno obbligatoriamente compilare un “Questionario di Orientamento”, in più all’interno di ogni stand la profilazione potrà diventare ancora più dettagliata mediante il secondo questionario “Per saperne di più”.

Le aziende potranno poi acquisire i profili di maggiore interesse per la propria attività mediante una semplice procedura.

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Sgravi fiscali per Pmi in manovra finanziaria

Sgravi fiscali: Irap per donne e giovani under 35 e piena deducibilità dal reddito Ires o Irpef pagata sul costo del lavoro sono tra le poche buone notizie della manovra finanziaria di fine 2011.

La manovra finanziaria Monti ha infatti suscitato grandi polemiche su più fronti, le critiche più pesanti sono piovute sulla riforma delle pensioni e l’aggravio della pressione fiscale che potrebbe mettere l’Italia a rischio recessione.
Eppure qualche nota positiva nel Dl 201/2011 c’è, soprattutto per le imprese alle quale vengono concessi degli sgravi fiscali.

Agevolazioni per assunzioni di donne e giovani

Più nello specifico, è l’articolo 2 della manovra Monti a dare un maggiore respiro, alleggerendo il cuneo fiscale per le imprese che assumano donne o giovani al di sotto dei 35 anni di età con contratto a tempo indeterminato.

Le deduzioni Irap ammonteranno al 130%, il che si traduce in uno sconto che passa dagli attuali 4.600 euro a 10.600 euro per ciascun dipendente assunto.

Beneficiari

Rimangono escluse da tale agevolazione le  imprese attive nei settori dell’energia; dell’acqua; dei trasporti; delle infrastrutture; delle poste; delle telecomunicazioni; della raccolta e depurazione delle acque di scarico; della raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Per le imprese del Mezzogiorno il taglio del cuneo fiscale è essere maggiorato (15.200), ad esclusione di banche, finanziarie e assicurazioni.

Alleggerimento della pressione fiscale

Le deduzioni Irap maggiorate per donne e giovani sotto i 35 anni avranno l’effetto di far risparmiare alle imprese italiane circa un miliardo di euro l’anno in tasse a partire dall’anno d’imposta 2012.

L’altra importante misura che rappresenta una boccata d’ossigeno per le imprese è rappresentata dalla possibilità di dedurre interamente l’Irap dall’Ires per le società di capitali e dall’Irpef pagata sul costo del lavoro per imprese individuali o professionisti.

Uno sgravio fiscale del 100% sulle spese per il personale dipendente e assimilato che va ad affiancare l’attuale 10% che si applicherà all’importo rimanente, per un risparmio a livello di carico fiscale sulle imprese di 1,5 miliardi annui per il triennio 2012-2014.

Brevetti, al via le domande di incentivi

Al via la presentazione delle domande per Brevetti+, il bando che premia le imprese che investono nelle procedure di deposito di brevetti e disegni realizzati sia in sede nazionale che internazionale. Il plafond totale messo a disposizione per gli incentivi statali è di 45,5 milioni di euro.

Possono fare richiesta di finanziamento al bando sulle brevettazioni le micro, piccole e medie imprese che abbiano depositato o fatto istanza di estensione agli uffici di registrazione Uibm (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi), Epo (European Patent Office) e Wipo (World Intellectual Property Organization) dal primo gennaio 2011.

Possono essere accumulati più premi, ma per un numero massimo di cinque, per un valore totale che non deve superare i 30 mila euro.

Le domande sono gestite da Invitalia e le imprese possono fare accesso al sito web per scaricare il form da inviare via fax o raccomandata entro 15 giorni dall'assegnazione del protocollo elettronico all'ufficio brevetti di via Pietro Boccanelli 30, 00138 Roma.

Se la domanda verrà accolta l'impresa verrà informata, entro 30 giorni, dell'assegnazione delle risorse tramite comunicazione formale alla quale rispondere trasmettendo l'atto di accettazione e le coordinate bancarie per l'accreditamento.

In alternativa è possibile presentare richiesta di incentivi per la valorizzazione economica dei brevetti, ovvero 70 mila euro per coprire fino all'80% delle spese sostenute per l'acquisto di servizi specialistici volti a valorizzare e pubblicizzare della propria idea innovativa. Ma in questo caso è necessario che l'impresa sia già in possesso di un titolo di registrazione.

Legge di Stabilità: professioni e liberalizzazioni

Nel testo del Maxi-emendamento alla Legge di Stabilità approntato dal Governo italiano è contenuta, a pagina 10, la "Riforma delle Professioni e degli Ordini professionali". Si tratta di misure di interesse per i liberi professionisti, che vanno dalla liberalizzazione degli ordini alla costituzione di società fra professionisti e alla eliminazione delle tariffe professionali.

La possibilità di costituire società tra professionisti e ammettere il socio di capitale, se di minoranza, come previsto dal maxi-emendamento alla Legge di Stabilità, è stata bene accolta,perché introduce il "fattore competizione".

I professionisti vorrebbero però che venisse consentito ai singoli Ordini di regolare autonomamente la presenza dei soci terzi di capitale.

Non piace invece la cancellazione delle tariffe professionali per i lavori privati, perché l'obbligo di concordare il compenso del professionista al momento del conferimento dell'incarico, riportandolo per iscritto, avrà inevitabili conseguenze nell'ambito degli appalti pubblici.

Per la liberalizzazione degli ordini professionali, per adeguare gli ordinamenti alla formazione continua, all'assicurazione obbligatoria e al tirocinio, è previsto l'avvio della riforma entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della Legge di Stabilità.

Il Governo apporterà probabilmente le modifiche alle leggi professionali tramite decreto del Presidente della Repubblica (DPR) e non mediante Decreto Legislativo. Una procedura prevista dalla legge n. 400/198 che consente di eliminare i tempi legati ai passaggi alla Camera e al Senato.

Imprese Taranto sul web

La Confartigianato Imprese Taranto e la Telmar, società proprietaria di ExpoTaranto raggiungono un accordo per rilanciare le imprese associate sul web offrendo servizi a bassissimo costo per dare visibilità alle imprese ed allo stesso tempo usufruire di servizi marketing ed e-commerce. I dettagli verranno presentati a breve in una conferenza stampa a tutte le imprese che vorranno partecipare. Maggiori informazioni si potranno richiedere anche contattandoci direttamente dal sito di ExpoTaranto.

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