Mercoledì, Novembre 22, 2017

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La Marina dismette Taranto cambia volto

Liberati 500mila metri quadri nell'area
Già progettati, parcheggi, resort e porticcioli

TARANTO - All’alba del 1900 la Marina cambiò il volto di Taranto acquisendo per gli scopi militari tutte le aree che le servivano, fronte mare e dentro la città. Oggi, dopo oltre un secolo, le esigenze sono cambiate. Gran parte di quelle aree saranno restituite e il profilo cittadino si modificherà ancora una volta. La Taranto dei prossimi trent’anni passa attraverso questo intenso e nuovo rapporto con la Marina e con il ministero della Difesa, che gestirà tutta la fase degli scambi e delle compensazioni. Da ieri esistono i presupposti perché la città recuperi spazi bellissimi ma inaccessibili, utili per uno sviluppo urbanistico completamente nuovo. La Marina Militare, in base alle direttive del governo, ha preparato l’elenco definitivo delle aree non più necessarie alle sue esigenze e le mette a disposizione. Chi le vuole, privati o enti pubblici, non ha che da trovare un accordo con Roma su base economica oppure costruendo ciò a cui rinuncia la Marina dismettendo quell’insediamento. Si tratta di 500mila metri quadrati di aree urbane, che valgono approssimativamente mezzo miliardo di euro, preservate per cent’anni dalle colate di cemento riversate su Taranto dagli anni ’50 proprio perché di pertinenza militare. Ieri mattina, di fronte al prefetto Carmela Pagano, l’ammiraglio Andrea Toscano comandante del Dipartimento dello Ionio ha presentato il piano complessivo delle dismissioni.

E’ entrato poi nei dettagli il comandante Carmelo Lupo, responsabile delle Infrastrutture e del Demanio. La Marina possiede insediamenti diffusi sul territorio, con distanze fra uffici e frazionamenti di sedi decisionali poco funzionali. Le dismissioni sono studiate in modo tale da concentrare le attività in poche centrali, liberando ciò che rimane superfluo. Insomma razionalizza le sedi per ottimizzare il lavoro. La direzione verso cui si muove è di lasciare il Borgo e trasferire il grosso delle attività verso la stazione navale Chiapparo e a San Vito. In altre parole, le funzioni formative troveranno posto tutte alle scuole Cemm (San Vito) e nascerà un polo direzionale dentro l’attuale Maricentro, alle porte della città. Nel dettaglio. Borgo: saranno liberate le aree dei Baraccamenti Cattolica, della caserma Mezzacapo, dell’ex Artiglieria accanto al mercato Fadini e dell’ospedale militare. Gli uffici amministrativi saranno spostati a Maricentro, mentre l’insediamento sanitario troverà posto nella vasta zona subito fuori dalla stazione navale Chiapparo. L’Arsenale militare rimane intatto, anzi troverà il rilancio attraverso il piano Brin con i due bacini e le tre officine polifunzionali. Sarà liberata la stazione Torpediniere che ha trovato come interlocutore l’Autorità portuale che ne preserverà l’impiego navale realizzando ormeggi per navi passeggeri e grossi yacht. I magazzini che la Marina perderà in quest’area saranno recuperati, ad opera dell’Authority, nella base Chiapparo. Il salto di quota tra Villa Peripato e banchina sarà riempito con un parcheggio multipiano con il tetto allineato con la strada e, in questo modo, la città recupera la vista del mar Piccolo. Solito-Corvisea: perde gli impianti sportivi di via Cugini (pista di atletica, campo di calcio, campi di tennis, palestra coperta, vasca per canottaggio, maneggio) da realizzare ex novo nell’area ex Fiera del mare, in fondo a viale Virgilio nell’area militare adiacente alla stazione Chiapparo; liberati anche l’autoreparto, da spostare a Chiapparo, e terreni ad ovest di Maricentro.

Da questa sede gli uffici amministrativi saranno spostati a San Vito e nascerà qui il polo direzionale che sarà così contiguo con l’Arsenale. Infine c’è l’area lungo viale Virgilio della Torre D’Ayala e dell’ex Fiera del Mare. S’è fatta avanti la Camera di commercio il cui presidente Luigi Sportelli ha illustrato un progetto, già pronto per utilizzare queste aree quasi dentro la città, purché si trovino gli investitori. Nasceranno un porticciolo, una zona fiera, un piccolo albergo a cinque stelle, le sedi per le associazioni di categoria, i servizi, un attracco per traghetti. La Torre d’Ayala, monumento storico, da restaurare sarà restituita al Comune, rappresentato ieri dal vice sindaco Gianni Cataldino. «E’ un passaggio di boa - ha commentato Sportelli - per il nostro territorio» mentre il vice sindaco ha sottolineato che «concertazione e dialogo producono buoni risultati. L’ammiraglio Toscano, infine, ha confermato che: l’isola di San Paolo è già stata dismessa da tempo ed è sul mercato mentre San Pietro resta alla Marina; che l’iter per la dismissione, e conseguente demolizione, della Vittorio Veneto sta per arrivare all’epilogo.


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