Giovedì, Gennaio 18, 2018

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Mottola

Mottola è situata su una collina ed il suo territorio è immerso nella Murgia.

La città si trova in una posizione geograficamente strategica; infatti, da alcuni punti della stessa è possibile notare tutto il panorama del golfo di Taranto. Non si ha certezza sull'origine del nome della città, ma sono state avanzate alcune ipotesi, tra cui la derivazione da "motta" (altura).

Il ritrovamento di un ripostiglio di bronzi risalenti all'Età del Ferro dimostra che la collina di Mottola è stata abitata sin dalla preistoria. La città fu distrutta nel 1102 a causa del malgoverno del cancelliere tarantino Muarcaldo.  Il castello di Mottola fu edificato nel medioevo con una funzione strategico-militare antisaracena. La città fu sotto la dominazione normanna, sveva, angioina ed aragonese. Nel 1653 il feudo di Mottola fu venduto a Francesco Caracciolo VII duca di Martina, alla cui casata rimase sottomesso sino al 1806. Nel periodo Risorgimentale Mottola soffrì l'azione eversiva del brigantaggio e cerco la propria riorganizzazione politico-sociale. Sin dal medioevo la città aveva uno stemma posto sulla porta principale della città, ma un tremendo terremoto, avvenuto nel 1818 fece crollare tutta la struttura della Porta Grande mandandolo in rovina. Lo stemma rappresenta una torre con due uccelli neri, appollaiati in posizione frontale sulla merlatura. La torre simboleggia la fortezza e l'origine antichissima di Mottola, mentre gli uccelli vogliono significare prosperità e fortuna. Dal 1881 lo stemma viene usato dal Comune come suggello degli uffici. Il gonfalone del Municipio lo riporta fra il rosso e il bianco delle sue bande, al centro, sotto una corona marchesale. Il diritto di utilizzare lo stemma attuale è stato riconosciuto al Comune di Mottola nel 1934.

Nel 1995 sono state riportate alla luce resti di poderose mura greche risalenti all’ età ellenistica (IV secolo a.C.) che rappresentano il più antico monumento urbano mottolese. La muratura, tipicamente greca, era formata da due cortine di blocchi di carparo ben squadrati, lunghi all'incirca 1,25 metri, ed alti circa 40-50 centimetri, e posizionati accuratamente a secco. Lo scopo principale delle mura era quello di difendere la città dagli invasori che giungevano alla collina. Le mura rivestivano per circa 1600 metri tutta l’ acropoli mottolese, e, recentemente, le ultime indagini archeologiche stanno dimostrando che un’ altura così importante strategicamente era già abitata nella prima metà del secondo millennio a. C. da popolazioni di cultura protoappeninica , ed era stata già attivamente frequentata sia nell'Età del Bronzo che in quella del Ferro.

Particolarità del centro storico di Mottola è quello di essere composto da case tinte di bianco. Rappresenta uno dei luoghi più belli e più importanti dal punto di vista turistico; oltre alla moltitudine di vie, si possono trovare delle piccole piazze, in tempi antichi luoghi di incontro per la gente del luogo. La più famosa di queste piazze è “Largo San Nicola”. La piazza prende il nome dall'antichissimo convento di S. Nicola edificato nel periodo bizantino. Altre piccole “piazze” sono quella di “Largo Chiesa Madre” che sino agli anni '30 ospitava una grande cisterna e “Largo Mater Domini”. Altra piccola caratteristica del centro storico mottolese è il suggestivo e storico “Arco Fanelli”, un arco risalente al XV secolo che congiunge due isolati del centro. Infine, nel centro storico sono situate quattro chiese: la chiesa dell'Immacolata Concezione, la chiesa del Carmelo, la chiesa del Rosario e la chiesa Matrice, di epoca duecentesca.

Sono molto importanti e sentite le manifestazioni religiose legate alla Settimana Santa: quella del Giovedì Santo con la caratteristica Adorazione dei Ripositori da parte delle "paranze", che percorrono incappucciate e a piedi nudi le vie della città, e quella delle processioni del Venerdì Santo e del Sabato Santo. Molto suggestiva è la processione dei "Misteri" (tradizionali statue raffiguranti le scene della Passione di Cristo) che si svolge la mattina del Sabato Santo a cura della Confraternita del Carmine di Mottola.

 

Nel  territorio di Mottola si trova una moltitudine di gravine e di lame, disposte principalmente a sud del centro abitato. Tra le"principali gravine vi sono quelle della Forcella, di San Biagio, di Capo Gavito e di Petruscio. Quest'ultima è la più bella e la più maestosa di tutto l’arco jonico; situata a sud-est del centro abitato, anticamente essa ha dato ripari alle civiltà locali sino all'XI-XII secolo. La gravina offre uno spettacolo immenso grazie alla quantità di grotte, tutte scavate a mano e quasi tutte comunicanti fra loro, anche se poste una sopra l’altra come se fossero veri edifici. Nella gravina sono presenti anche chiese rupestri ricche di graffiti. Negli ultimi anni ai margini della gravina sono state anche trovate numerose tracce di resti di insediamenti medievali.

Durante la seconda guerra mondiale, le grotte del “villaggio rupestre” di Petruscio sono state utilizzate come riparo dai soldati polacchi. La gravina di Petruscio è percorsa da un piccolo “fiume” che negli ultimi anni si è quasi prosciugato a causa della siccità, ma che continua twttora a scorrere anche grazie all’acqua derivante dall'impianto idrico di depurazione della città.

Altra caratteristica del territorio di Mottola è data dalla presenza di zone boschive; infatti, troviamo boschi per circa 5800 ettari, praticamente il 30% della superficie comunale: il bosco di Sant'Antuono, situato nella parte nord-est della città, il bosco di Lama Cupa a nord della città ed il bosco di Burgensatico che sorge su un altopiano posto a 276-300 m s.l.m.. Anch'esso è un bosco prevalentemente di fragno, ma la sua caratteristica principale è la notevole presenza di orchidee selvatiche.

La più importante frazione di Mottola è San Basilio, in quanto è un punto strategico per gli scambi commerciali tra versante Ionico e versante Adriatico e tra l’alta murgia e il Salento. In questa frazione sorge la zona industriale di Mottola, ma è importante anche il settore agro-zootecnico. Di rilievo è anche la boscosità della zona: vi si trova il bosco di Dolcemorso, composto in gran parte da querce

E molto sviluppato il settore agro-alimentare, che può appoggiarsi su una buona produzione agricola: ulivi, uva da tavola e da vino, agrumi, ortaggi. La reperibilità di ottimi prodotti alimentari, unito ad una tradizione culinaria centenaria, rendono il settore della ristorazione tra i più importanti e fiorenti dell'economia cittadina. A questo va anche unito un recente sviluppo dei servizi ricettivi che stanno rilanciando il turismo. Molto sviluppati sono l'artigianato e il settore commerciale, mentre è in pieno sviluppo il settore industriale. Ulteriore sviluppo economico della città è dato dalla nuova zona industriale, posta in zona strategica, sorta nella frazione di San Basilio dove trovano sede diverse industrie di diversi settori come: ecologia, meccanica, tessile, distillazione, lavorazione del legno, grande distribuzione ecc..

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